“L’unico indizio su ciò che l’uomo può fare è ciò che l’uomo ha fatto.”

Durante la Giornata della Memoria,noi studenti del Polo liceale Guerrisi Gerace di Cittanova,abbiamo avuto l’occasione di vedere presso il cineteatro Gentile il film “Norimberga”, scritto,diretto e co-prodotto da James Vanderbilt,su iniziativa della nostra Dirigente scolastica,la dottoressa Clelia Bruzzì,e del Dipartimento di Storia e Filosofia del Polo.Un’esperienza che ci ha colpiti profondamente e che è andata ben oltre la semplice visione di un film storico. È stato un momento di riflessione collettiva, capace di metterci di fronte alle responsabilità dell’essere umano e alle conseguenze delle sue scelte.
Il processo di Norimberga, così come viene raccontato nel film, non parla solo di colpe personali, ma di una responsabilità più ampia, che coinvolge interi sistemi e società. Vedere gli imputati — uomini apparentemente comuni, istruiti, inseriti in un contesto “normale” — ci ha fatto comprendere quanto il male possa nascere non solo dall’odio, ma anche dall’obbedienza cieca, dall’indifferenza e dal rifiuto di pensare con la propria coscienza.
In questo contesto, la Giornata della Memoria ha assunto per noi un significato ancora più profondo. Il film ci ha ricordato che commemorare non significa soltanto ricordare le vittime dell’Olocausto, ma interrogarsi sulle cause che hanno reso possibile una tragedia di tale portata. Le giustificazioni ascoltate durante il processo, come il continuo richiamo agli ordini ricevuti, ci hanno fatto riflettere su quanto sia pericoloso rinunciare al proprio senso critico e alla propria responsabilità morale.
Ci ha colpiti anche il modo in cui il processo viene mostrato: lento, rigoroso, attento ai dettagli. Questa lentezza non è un limite, ma un valore, perché restituisce alla giustizia la sua funzione più importante, quella di accertare la verità e di riconoscere le colpe senza semplificazioni. Attraverso testimonianze e prove, il film ci ha costretti a confrontarci con una realtà dura, ma necessaria da conoscere.
Tuttavia, l’inquietudine che abbiamo provato non riguarda solo il passato. In diversi contesti contemporanei, il dibattito sulla gestione dei flussi migratori ha assunto toni sempre più estremi. Le immagini di centri di detenzione, la separazione delle famiglie e, nei casi più drammatici, la perdita di vite umane sollevano interrogativi etici profondi, che richiamano pericolosamente questioni storiche di responsabilità individuale e collettiva. Attraverso quella che può essere definita una “politica del terrore”, emerge una domanda cruciale: dove si colloca il confine tra l’applicazione di una politica statale e la violazione dei diritti umani fondamentali?
Quando la retorica politica inizia a descrivere “l’altro” e l’estraneo” non più come un individuo, ma come una minaccia da eliminare, il terreno per la ripetizione della storia è già pronto.
Il processo di Norimberga non rappresenta soltanto una pagina di storia, ma un monito valido ancora oggi. Ci insegna che il silenzio e l’obbedienza possono trasformarsi in complicità e che ogni individuo ha il dovere di scegliere, anche quando scegliere è difficile.
In una giornata dedicata alla Memoria, questo film è stato per noi un richiamo alla responsabilità collettiva. Ricordare il passato significa vigilare sul presente, affinché ciò che l’uomo è stato capace di fare non diventi mai più ciò che l’uomo sceglierà di rifare.
È un monito che risuona con forza nelle parole finali dello psichiatra Douglas Kelley, che ci strappa l’illusione che il male appartenga solo a un’epoca lontana o a “mostri” stranieri:
“Non sono persone uniche. Ci sono persone come i nazisti in ogni paese del mondo oggi. (…) Le loro personalità non sono oscure: sono persone che vogliono il potere. E mentre voi dite che qui non esistono, io vi dico che sono abbastanza certo che ci siano persone, persone perfino in America, che passerebbero volentieri sopra i cadaveri di metà della popolazione americana se sapessero di poter ottenere il controllo dell’altra metà.”

Benedetta Multari, Carol Cannata, Daniela Pelliccia, Francesca Rollo, Melissa Bellantone, Rocco Monteleone
Classe 5^C,Liceo Scientifico

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