Una, un’Altra, un’Altra ancora: adesso basta!
“Una, un’Altra, un’Altra ancora! Adesso BASTA!” è un progetto, frutto dell’impegno e della sensibilità di noi studenti del Polo Liceale Guerrisi- Gerace di Cittanova (RC), che nasce dalla urgente riflessione su quanto conosciamo davvero la realtà del femminicidio. Il concorso “Dentro il Senato” ci ha fornito l’opportunità di analizzare e dare voce a tale tematica che non può essere più ignorata, soprattutto, da noi giovani.
La violenza di genere, nelle sue varie forme – fisica, psicologica, economica, digitale – è presente quasi ovunque, anche all’interno della nostra comunità. Nessuno deve voltarsi dall’altra parte o rimanere indifferente.
Nelle attività del nostro percorso abbiamo incontrato forze dell’ordine, associazioni, psicologi, sociologi, avvocati, assistenti sociali e docenti, ma anche genitori di vittime di femminicidio. Dalle testimonianze degli esperti è emerso chiaramente che questo fenomeno non ha basi scientifiche o neurologiche, ma nasce da un intreccio di fattori sociali,culturali ed economici. Le sue radici affondano in una cultura patriarcale, ancora presente nella nostra società e alimentata da stereotipi, come quello del cosiddetto “maschio alfa”: un modello che impone un’idea distorta di forza, in cui non c’è spazio per la fragilità. Questa visione favorisce la diffusione di concetti pericolosi, come la supremazia maschile, il controllo sulle donne e la violenza come strumento di affermazione.
Ci siamo dedicati alla lettura di testi tratti da libri che raccontano storie strazianti, tra cui “Cara Giulia” di Gino Cecchettin e studiato testi normativi che sanciscono pari libertà e dignità tra i sessi, punendo la violenza di genere, riconosciuta come una grave violazione dei diritti umani.
Un momento particolarmente significativo è stata la visita presso il centro antiviolenza “Angela Morabito”, dove un’équipe di professionisti accoglie e supporta le donne vittime di maltrattamenti, aiutandole a ricostruire la propria vita. Lì abbiamo compreso che il silenzio non è mai la soluzione: riconoscere, parlare e denunciare è fondamentale. La violenza non esplode all’improvviso, ma è il risultato di un’escalation di comportamenti possessivi, manipolativi e di controllo, spesso erroneamente scambiati per amore.
Siamo giunti alla conclusione che, sebbene la normativa vigente possa essere migliorata, la vera risposta al problema risiede nella prevenzione. È necessaria una profonda svolta culturale, accompagnata da strumenti più efficaci di protezione delle vittime e da politiche integrate più efficienti. Educare e sensibilizzare donne e uomini in ogni contesto – dalla famiglia alla scuola, fino al mondo del lavoro – è fondamentale per riconoscere i segnali di relazioni malsane. Di fondamentale importanza è introdurre e potenziare percorsi di educazione sessuale e affettiva all’interno delle scuole, per fornire fin dalla giovane età strumenti adeguati per comprendere il rispetto reciproco, il consenso e le dinamiche relazionali.
Ogni donna, in sicurezza, deve rompere il silenzio e liberarsi dalla ragnatela che la opprime.
Cecilia Piccolo
Giulia Piscioneri
Fatima Cutrí

